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Traversata del Pacifico: i fratelli Maclean battono ogni record: 139 giorni remando senza sosta e senza supporto

Traversata del Pacifico i fratelli Maclean battono ogni record 139 giorni remando senza sosta e senza supporto

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In un’impresa eroica degna delle migliori storie di avventura, i fratelli scozzesi Jamie, Ewan e Lachlan Maclean hanno completato la traversata più veloce mai realizzata dell’Oceano Pacifico a energia umana, remando non-stop e senza alcun supporto per ben 139 giorni, 5 ore e 52 minuti, per coprire una distanza di 9 000 miglia dal Perù all’Australia.

Un’impresa entrata nella storia

Traversata del Pacifico i fratelli Maclean battono ogni record 139 giorni remando senza sosta e senza supporto

L’impresa

Partiti il 12 aprile 2025 da Lima, i fratelli Maclean hanno affrontato l’immensità del Pacifico senza tregua, remando in turni di 2 ore, giorno e notte.

Nulla ha fermato la loro volontà nemmeno episodi drammatici come un’autentica prova di sopravvivenza: durante un violento temporale, con onde alte 6 metri e venti fino a 65 km/h, Lachlan è stato sbalzato in acqua, ma è stato salvato da Ewan che lo ha tratto in salvo. Le onde hanno parzialmente capovolto la loro imbarcazione, che però era progettata per raddrizzarsi autonomamente.

Record storico

Con il loro arrivo a Cairns, Australia, il 30 agosto 2025 alle 1:52 UTC, i fratelli hanno realizzato un nuovo record mondiale per equipaggi: la traversata più veloce del Pacifico a energia umana.

Hanno abbattuto di 15 giorni il precedente primato cronometrico del leggendario esploratore russo Fyodor Konyukhov, che nel 2014 completò la traversata in 154 giorni.

Va però sottolineato che Konyukhov remò in solitaria: un’impresa differente e, per molti versi, ancora più estrema, perché senza il supporto di compagni di squadra doveva affrontare da solo turni, fatica, guasti e soprattutto la solitudine.

I Maclean, invece, hanno stabilito il primato, alternandosi ai remi giorno e notte.

La motivazione: Remare per l’acqua pulita

Dietro questa sfida titanica c’è un obiettivo nobile: lanciare un forte messaggio per l’accesso all’acqua pulita.

L’impresa è stata promossa dalla loro Maclean Foundation, con l’obiettivo di raccogliere 1 milione di sterline per portare acqua potabile a oltre 40 000 persone in Madagascar.

A oggi, hanno raccolto già oltre £700 000, avvicinandosi al traguardo.

Il rientro sulla terraferma (in stile Maclean)

La fine dell’avventura è stata festosa e ironica: poco prima dell’arrivo, Ewan ha contattato via radio la marina di Cairns con un messaggio tanto epico quanto simpatico:

“Do you have pizza and beer? I repeat, do you have pizza and beer? Over.”
La risposta: sì, e l’aspettavano con tanto entusiasmo, tra cibo vero, flares, cornamuse e una folla in festa

I protagonisti

  • Ewan Maclean, 33 anni, ingegnere, responsabile dell’elettronica e della componente tecnica dell’imbarcazione
  • Jamie Maclean, 31 anni, appassionato di design e costruzioni
  • Lachlan Maclean, 27 anni, con una formazione in filosofia, è il mediatore del gruppo e gestisce la Maclean Foundation

Il nome della loro imbarcazione, Rose Emily, è un tributo alla sorella che non ebbero mai, persa prima della nascita

Il diario dell’oscurità e la luce della vittoria

Durante i mesi in mare, i fratelli hanno affrontato:

  • Mal di mare, nausea violenta, ferite dolorose e malfunzionamenti della barca (guasto al water maker, autopilota difettoso), rimediando con cibo essenzialmente liofilizzato e pesce pescato.
  • Una forza mentale eccezionale: “È stata la cosa più dura che abbia mai fatto… ci siamo sollevati a vicenda” (Ewan)
    “Pensavamo davvero di restare senza cibo…” (Jamie)

In questo equilibrio familiare, Lachlan ha spesso avuto il ruolo di “pacificatore”: nei momenti di tensione tra i fratelli era lui a calmare gli animi, riportare concentrazione e incoraggiare il gruppo a restare unito verso l’obiettivo.

La reazione al ritorno? Emozione pura: cornamuse, bandiere, abbracci commossi con familiari e amici.

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