Survival, Prepping e Bushcraft: significato e differenze

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Inizia sempre così: ci ritroviamo a vivere una situazione inaspettata che ci coglie impreparati o sentiamo parlare di notizie che non vorremmo mai vivere. Dentro di noi nasce un bisogno profondo di sentirci sicuri.

Sicurezza che acquisiamo grazie alla preparazione, ma quale tipo di preparazione? La prima domanda che dobbiamo porci è quale disciplina può esserci più utile? Survival, Bushcraft o Prepping?

Qual è il significato di bushcraft?

Il bushcraft è il tema centrale di questo sito e può essere definito come una vera e propria arte.

Per rispondere alle nostre necessità impariamo ad utilizzare le risorse naturali fornite dall’ambiente che solitamente è rappresentato da un bosco o comunque da spazi aperti.

Mettiamo in pratica le tecniche base di sopravvivenza e impariamo a fare praticamente tutto con pochi strumenti base: in pratica sviluppiamo una grande capacità di adattamento.

Il posto ideale per praticare il bushcraft è la natura pura. Il bushcrafter ama “andare all’avventura” e lo fa per scelta. Sceglie sempre percorsi non segnalati ed incontaminati per vivere l’adrenalina di non sapere quale sarà la sfida da affrontare.

La parole chiave di quest’arte sono “esplorare” ed “adattarsi”.

Prepping, survival e bushcraft: il comune denominatore

È indubbio che l’essere umano possiede come istinto primario quello di sopravvivere e per questo cerca sempre di superare ogni criticità nel miglior modo possibile.

Nel corso del tempo, la nozione di sopravvivenza si è evoluta dal concetto originario e primitivo del mero restare in vita. Sono evoluti bisogni, comodità e aspirazioni e con esso lo stesso significato di sopravvivere. 

Come abbiamo detto in precedenza, possiamo dire che esistono tre sfumature della messa in pratica delle tecniche di sopravvivenza: Survival (o survivalism), Bushcraft (o bushcrafting) e Prepping.

Tutte e tre trattano la stessa materia ma ognuno se ne occupa con strumenti e tecniche più specifiche.

Vediamole nel dettaglio.

Il prepping come pensiero

Il prepping è un movimento nato nel XX secolo nel Regno Unito e negli USA a seguito delle tensioni che avvolgevano il globo intero durante la Guerra Fredda. Dare una definizione univoca è difficile: se provi a chiedere a 100 persone chi è un prepper e cosa sia il prepping, probabilmente otterrai risposte molto diverse tra loro.

L’importante per un Prepper è essere sempre pronto ad affrontare un’emergenza o un imprevisto.

La figura del prepper

Il prepper è colui che si prepara per sopravvivere giocando d’anticipo, procurandosi scorte di cibo e acqua, studiando fonti di energia alternative e preparando vie di fughe per raggiungere ripari alternativi attrezzati. In generale una persona che si pone molte domande.

Gli eventi che il prepper si prepara ad affrontare possono essere più o meno gravi. Possono riguardare la sfera personale (perdita del lavoro, crisi finanziaria, …) oppure questioni su più larga scala come terremoti, alluvioni, ma anche emergenze di tipo politico-sociale o sanitarie.

Il prepper ha due strategie di base: Bugging-in e Bugging-out.

Nell’applicazione sono esattamente l’una l’opposto dell’altra. Scegliere Bugging-in vuol dire attrezzare adeguatamente la propria casa per una permanenza autonoma prolungata. Al contrario scegliere la strategia Bugging-out vuol dire evacuare la propria abitazione. In questo caso la fuga deve avvenire nel modo più veloce, preciso ma anche organizzato possibile in caso di catastrofe.

Il Bugging-in va considerato quando le condizioni esterne sono estremamente pericolose, quando non abbiamo una destinazione alternativa raggiungibile in modo sicuro oppure quando c’è possibilità che la situazione torni alla normalità in poco tempo. Quando le condizioni sono contrarie e la nostra casa rischia di diventare una trappola è meglio scegliere la fuga.

Per fuggire il prepper dovrebbe possedere una Bug-Out Bag, ovvero uno zaino completo di tutto ciò che può servire per sopravvivere 72h nella natura dall’inizio dell’emergenza. All’interno di questo zaino prendi e scappa vanno inseriti strumenti indispensabili per un’emergenza come ad esempio coltelli, bussole, torce, acciarini, medicine, indumenti pesanti, borracce e cibo a lunga conservazione.

Inoltre è possibile che il prepper fugga a bordo di un Bug-Out Vehicle, ovvero un mezzo a motore attrezzato e resistente, e solitamente punta a raggiungere la sua Bug-Out Location. Il posto in cui pensa di rifugiarsi in caso estremo è organizzato con scorte di cibo, acqua e generi di prima necessità.

Il survivalism

Il Survivalism (o in gergo Survival) è un’attività messa in pratica attraverso azioni e competenze base con l’obiettivo mettere in salvo la propria vita. Questa condizione non si vive per scelta ma viene dettata dal momento.

Solitamente il survivalista, a differenza del prepper, affronta emergenze che sono sì impreviste ma che dovrebbero essere circoscritte nel tempo.

I survivalisti generalmente hanno una formazione riguardo emergenze mediche, auto-difesa, autosufficienza per la preparazione di ripari temporanei o per l’approvvigionamento di cibo e acqua. Queste competenze sono il loro punto di forza.

Differenze tra bushcraft e survival

Lo stile di vita del bushcraft è molto vicino a quello del survival.

La differenza sostanziale tra bushcraft e survival, a mio avviso, è che la prima consiste in un’attività volontaria nel quale si ha il controllo di ciò che si fa.

Si può pianificare l’uscita, si può decidere di affrontare l’ambiente circostante per periodi più o meno lunghi ma in ogni caso “l’allontanamento dalla società” per un contatto più profondo con la natura è volontario.

Il secondo rappresenta tutte quelle conoscenze e tecniche utili a tornare nella società: non è un’attività volontaria, non si può pianificare e si è costretti ad affrontare l’ambiente circostante.

Il bushcraft consiste nella riscoperta delle tecniche e degli stratagemmi che usavano i primitivi per vivere nella natura con il minimo indispensabile. Infatti il bushcrafter vuole raggiungere l’autosufficienza usando le sue abilità, ciò che trova intorno a sé e pochissimi semplici utensili andando poi a crearne di altri.

Per sposare questa filosofia bisogna avere determinate skills: saper accendere un fuoco, costruire un riparo, avere dimestichezza con il coltello e saper produrre attrezzi. Ovviamente per sopravvivere in natura bisogna conoscere le piante per potersi alimentare e conoscere gli animali per cacciare.

Differenza tra survival e prepping

Molto spesso survivalisti e prepper vengono accomunati in un’unica categoria confondendo proprio i due termini sul piano semantico. Ovviamente esistono molteplici differenze tra le due ideologie nell’approccio al pericolo.

Come dice Wikipedia possiamo dire che “il survivalista tipico ha un approccio più militare alla gestione delle emergenze”, mentre “lo scopo del prepper è quello di difendere la propria qualità della vita in seguito ad una emergenza”

Il survivalista deve avere la praticità di affrontare un problema nell’immediato nel miglior modo possibile, per contro il prepper non punta solo alla risoluzione del problema ma studia le migliori alternative perché il problema non si presenti (o sia contenuto).

Il survivalista punta a risolvere la situazione di pericolo in un massimo di 3 giorni mentre il prepper si prepara ad un cambiamento che non è detto che abbia risoluzione in breve periodo.

In conclusione

Quale che sia la tua scelta, se diventare un survivalista, un bushcrafter o un prepper, l’importante è acquisire competenze utili a cavartela in ogni situazione.

Spero sinceramente che questo breve articolo ti sia stato di aiuto per fare ordine e capire il significato delle varie etichette che leggiamo in giro per il web. Tuttavia, non dimenticare che l’aspetto centrale è trovare il proprio percorso personale per diventare una versione migliore di se stessi.

Bushcrafter

Alessandro Mastrandrea

Founder @PortaleSopravvivenza. Laureato in Economia Aziendale, sono un lavoratore autonomo appassionato di nuove tecnologie, DIY e farming. Sono cresciuto e vivo in un piccolo paese nel cuore delle Alpi dove la cultura del "saper fare” è più una necessità che una passione. Dal 2011 cerco di raccogliere e divulgare contenuti di ampio respiro sulle tematiche del prepping, della sopravvivenza e dell’autosufficienza.

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2 Commenti

  1. Emanuele Fabrizio

    Ciao tutti. Mi sono costruito una Tenda per Amaca di una semplicità incredibile, chiusa e 4stagioni. Ho solo i disegni e un prototipo fattomi fare e niente più. Non riesco a proporla. Possiamo commercializzarla noi?

    Rispondi
    • Simone Talamo

      Ciao Emanuele, purtroppo non ci occupiamo di questo al momento. Potresti provare a contattare qualche fabbrica ma ovviamente ti serviranno ordini importanti. Puoi provare su Alibaba e contattare fornitori cinesi per la produzione.

      Rispondi

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