
Il giornalista ambientale Alec Luhn, 38 anni, è stato ritrovato vivo dopo aver trascorso sei notti in solitudine nel Parco nazionale di Folgefonna, in Norvegia.
Partito il 31 luglio da Ullensvang per un’escursione di quattro giorni, si è ferito gravemente già la prima sera, trasformando quella che doveva essere una semplice camminata in una lotta disperata per la sopravvivenza.
Chi è Alec Luhn
Nato negli Stati Uniti, Luhn ha costruito una brillante carriera come giornalista ambientale, lavorando per testate come il New York Times, The Atlantic e come corrispondente dalla Russia per il Guardian tra il 2013 e il 2017.
Oggi vive nel Regno Unito, è fellow del Pulitzer Center Ocean Reporting Network e ha ricevuto due nomination agli Emmy.
La scomparsa e l’allarme
Luhn, in vacanza con la sorella, aveva inviato il suo ultimo messaggio alla moglie, la giornalista Veronika Silchenko, indicando l’itinerario.
Quando non si è presentato a un volo da Bergen per il Regno Unito, il 4 agosto, è stato dichiarato ufficialmente disperso.
Le ricerche nell’inferno di ghiaccio
Il Folgefonna, terza calotta glaciale più grande della Norvegia, è un ambiente estremo di 550 km². Una squadra di 30 volontari, con cani da soccorso, droni e polizia, ha perlustrato l’area in condizioni proibitive.
Le operazioni sono state sospese più volte a causa di piogge torrenziali e visibilità ridotta.
Durante i giorni di attesa, Luhn ha raccontato di aver udito più volte gli elicotteri, ma di non essere stato individuato. La svolta è arrivata mercoledì alle 11:34 del mattino, quando un velivolo ha finalmente localizzato la sua posizione.
Un ritrovamento miracoloso
Quando è stato recuperato, Luhn era gravemente ferito a una gamba, ma cosciente. «È seriamente ferito, ma non in pericolo di vita», ha dichiarato Geir Arne Sunde, responsabile del servizio di ambulanza aerea e trauma center di Bergen.
Ha aggiunto: «Ha resistito per cinque giorni con maltempo terribile, pochissimo cibo e quasi niente acqua. È stato molto fortunato.»
Anche Stig Hope, capo delle operazioni della Croce Rossa, ha definito il salvataggio «eccezionale», ricordando come raramente sia stato trovato vivo qualcuno dopo così tanti giorni.
Il sollievo della famiglia
La sorella Drew Gaddis, con un post sui social, ha confermato che Alec era «in condizioni generali buone» e stava venendo trasferito in elicottero a Bergen. «Possiamo finalmente respirare di nuovo», ha scritto, ringraziando le autorità norvegesi e i volontari.
La moglie Veronika ha aggiunto: «Siamo molto felici e grati a chi ha reso possibile il ritrovamento.»




