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Sahara, Atlantico a remi, Amazzonia e Ande: la più grande avventura di Lorenzo Barone è iniziata

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Il 12 novembre 2025 Lorenzo Barone è partito per DUST, una delle spedizioni più ambiziose e concettualmente potenti mai tentate da un esploratore italiano.

Un viaggio che unisce deserti, oceani, foreste pluviali e montagne oltre i 6.800 metri, seguendo lo stesso percorso invisibile compiuto ogni anno dalla polvere del Sahara fino all’Amazzonia.

Abbiamo parlato con lui poco prima della partenza, per comprendere preparazione, difficoltà e significato profondo di questa impresa.

Un viaggio che segue il percorso della polvere

Il progetto DUST nasce dalla volontà di raccontare un fenomeno naturale straordinario: milioni di tonnellate di sabbia sahariana che, trasportate dai venti, attraversano l’Atlantico, arrivano in Amazzonia e fertilizzano la foresta pluviale.
Un collegamento planetario che dimostra come tutto sia connesso, anche ciò che sembra opposto: deserti aridi e giungle rigogliose.

Per Lorenzo, questo viaggio è un modo per mostrare una verità semplice ma dimenticata:
ogni azione ha conseguenze che arrivano lontano, molto più lontano di quanto crediamo.

Le quattro fasi di DUST

Il progetto è suddiviso in quattro sezioni, ognuna delle quali costituirebbe già un’avventura a sé:

  • Attraversamento del Sahara in bicicletta
  • Traversata dell’Oceano Atlantico a remi
  • Attraversamento dell’Amazzonia a piedi, in bici e in canoa
  • Ande e tentativo di vetta sull’Ojos del Salado (6.893 m)

Un solo filo rosso unisce tutto: il viaggio della polvere, e con esso il viaggio della vita.

L’ambiente più difficile? “Lo scoprirò solo vivendo”

Quando gli chiediamo quale fase lo intimorisca di più, Lorenzo risponde con sincerità:

«Probabilmente l’Atlantico, ma è solo una mia opinione. Lo scoprirò una volta completato il progetto.»

Ogni ambiente porta una sfida diversa: il deserto con i suoi rischi geopolitici e militari, l’Amazzonia con il clima ostile e la fauna, l’alta quota con freddo e vento violento.
Ma la vera risposta, dice, arriverà soltanto al ritorno.

Una preparazione mentale costruita in dieci anni

Nessuna pratica particolare, nessuna tecnica mistica.
La sua forza mentale deriva da dieci anni di esperienze, decisioni in solitaria, fallimenti, adattamento.

«La solitudine non mi pesa. Ti senti solo se non ti senti parte dell’ambiente. Io nella natura mi sono sempre sentito a casa.»

Preparazione tecnica: materiali, scenari e piani di fuga

Il vero lavoro, prima della partenza, è stato logistico e tecnico:
immaginare scenari problematici, preparare piani B, conoscere ogni materiale, dal deserto alla barca a remi. L’allenamento fisico è importante, ma non come si crede:

«Non è una gara. Ma devo arrivare pronto a coprire quasi 200 km al giorno nel Sahara.»

Da agosto a ottobre, infatti, Lorenzo ha intensificato il training.

Un setup modulare: bici, barca e canoa

La spedizione avrà tre mezzi principali:

  • bicicletta, per l’attraversamento del deserto
  • barca a remi, per attraversare l’Atlantico fino al Sud America
  • canoe locali e trekking, per attraversare l’Amazzonia e salire verso le Ande

La logistica è complessa: la famiglia lo raggiungerà per consegnargli la barca e recuperare la bici; in Sud America dovrà organizzare una nave container per rimandare indietro l’imbarcazione.

I pericoli reali: terrorismo, campi minati e natura estrema

Lorenzo non ha dubbi:

  • il Sahara occidentale comporta rischi geopolitici (bande armate, campi minati, tensioni tra Marocco e Saharawi)
  • l’Amazzonia richiede attenzione costante, soprattutto di notte
  • l’Ojos del Salado in inverno è una sfida gelida: –25/–30°C e venti oltre 200 km/h

L’Atlantico è la fase che richiede più studio: strumentazioni, procedure, sicurezza.

L’apprendimento più difficile: la barca a remi

Nonostante anni di spedizioni estreme, il mondo nautico è quello che lo ha impegnato di più.

«Ogni dispositivo ha un suo uso. Sto imparando ancora oggi, e continuerò fino alla partenza.»

Una volta in mare, avrà tre mesi per affinare tutto. Senza connessione internet.

Il messaggio di DUST

Lorenzo è chiaro: questa spedizione è più di un’avventura.

«Il mondo è piccolo e connesso. Le risorse sono limitate. Nei Paesi occidentali abusiamo di ciò che non comprendiamo davvero.»

Il viaggio della polvere è una metafora del viaggio della vita e dell’interdipendenza tra i sistemi del pianeta.

Documentazione e GPS

Nonostante non voglia vivere con il telefono in mano, documenterà tutto:

  • videomaking per un documentario completo, non solo social
  • tracciamento GPS aggiornato ogni giorno, forse ogni ora

Il pubblico potrà seguirlo senza interferire con la sua solitudine.

Una sola parola per descrivere DUST

«Vita»
oppure
«Polvere»

Polvere come elemento che viaggia, collega, fertilizza.
Vita come ciò che nasce da essa.

E dopo DUST?

Lorenzo non pensa al futuro:

«Forse continuerò a fare avventure per tutta la vita, o forse no.»

Ha altri progetti in mente, ma DUST potrebbe essere l’ultima spedizione lunga. Le prossime, qualunque forma avranno, dureranno al massimo tre mesi.

DUST è appena iniziata. E noi continueremo a seguirlo passo dopo passo.

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