L’ultramaratoneta del nuoto Ross Edgley ha portato a termine una delle sfide più incredibili della sua carriera: la circumnavigazione a nuoto dell’Islanda.

Partito da Reykjavík lo scorso 17 maggio 2025, ha percorso la costa in senso orario per un totale di 1.610 km, concludendo l’impresa l’8 settembre sulla spiaggia di Nauthólsvík.
Edgley ha affrontato l’oceano indossando muta e accessori in neoprene per resistere a temperature proibitive, tra i 3°C e i 5°C.
Secondo la World Open Water Swimming Association (WOWSA), questo tipo di imprese non segue le regole del nuoto marathon tradizionale ma rappresenta una nuova frontiera dell’esplorazione estrema, di cui Edgley è ormai pioniere.
👉 Avevamo già parlato di lui in occasione del record mondiale di nuoto continuo in acque libere, che puoi leggere in questo articolo.
Le sfide del meteo islandese

La tabella di marcia prevedeva circa 30 km al giorno, alternando sei ore di nuoto e sei di riposo a bordo della barca di supporto.
Tuttavia, il maltempo è stato un nemico costante: tempeste e persino un uragano hanno costretto Edgley a fermarsi più volte.
Alla fine, l’impresa è durata 114 giorni.
“È stata la sfida più dura e ambiziosa che abbia mai tentato – racconta Edgley – l’Islanda è stata il banco di prova perfetto per spingere al limite corpo e mente.”
Alimentazione estrema: fino a 15.000 calorie al giorno

L’acqua gelida e le lunghe distanze hanno imposto un regime alimentare fuori dal comune: 10.000–15.000 calorie al giorno. Pasta e liquirizia islandese erano i suoi alimenti principali, integrati in acqua con circa 120g di carboidrati ogni ora.
Per resistere al freddo, Edgley ha accumulato in preparazione circa 10-15 kg di grasso corporeo, ispirandosi agli animali marini che sopravvivono con il blubber, lo strato spesso di grasso sottocutaneo che hanno molti animali come balene, foche e trichechi.
Nonostante ciò, ha dovuto fare i conti con i durissimi effetti collaterali: lingua gonfia e ulcerata per il sale, piaghe da muta e un corpo “costantemente maltrattato” dalle onde.
Il supporto del team e la preparazione logistica
Nonostante sia stato lui a nuotare, l’impresa è stata resa possibile grazie a un team di terra e di mare che lo ha seguito passo passo: logistica, nutrizione, primo soccorso e sicurezza in mare.
Nei giorni precedenti la partenza, la squadra ha simulato scenari di emergenza per imparare a riportare Edgley a bordo in caso di pericolo.
Un’impresa anche scientifica
Il viaggio non è stato solo sportivo: insieme ai ricercatori del progetto europeo Bioprotect, Edgley ha raccolto campioni di DNA ambientale e monitorato la presenza di microplastiche.
Si tratta della prima analisi e-DNA dell’intera costa islandese, un contributo scientifico prezioso per la conservazione marina.
Dall’idea con Hemsworth al mito islandese
L’ispirazione è nata da una chiacchierata con l’attore Chris Hemsworth: nuotare intorno all’Islanda sarebbe stato come nuotare intorno ad Asgard, la dimora di Thor.
L’attore ha seguito l’impresa passo passo, definendo Ross “un’epica fusione di follia e tenacia” e riconoscendola come un racconto che entra di diritto nel folklore islandese.
Ross Edgley, il re delle sfide impossibili
L’avventura islandese si aggiunge a una lunga lista di imprese uniche: nel 2018 ha nuotato per 3.000 km intorno alla Gran Bretagna, nel 2024 ha disceso a tappe lo Yukon River, e in passato ha persino attraversato il Mar dei Caraibi trainando un tronco di 45 kg.
Ora la WOWSA sta valutando i tracciati GPS, i registri e le prove video per ufficializzare il riconoscimento come prima nuotata assistita a tappe documentata intorno all’Islanda.




