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Pand and Furious: Il Giro del Mondo su una Panda 4×4

Pand and Furious Il Giro del Mondo su una Panda 4x4

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Cosa succede quando la passione per i viaggi incontra l’amore per le auto vintage e un pizzico di follia? Nasce un’avventura senza precedenti: il primo giro del mondo su una Fiat Panda 4×4.

Abbiamo avuto il piacere di intervistare i Pand and Furious, alias Davide e Riccardo, due amici con una missione ben precisa: dimostrare che non servono grandi mezzi per vivere un’impresa epica, ma solo determinazione, spirito di adattamento e tanta voglia di esplorare.

Partiti dall’Italia con una Panda del 1989, restaurata con le loro mani, hanno attraversato deserti, scalato altitudini da record e affrontato imprevisti al limite dell’incredibile, sempre con un’unica certezza: qualunque ostacolo si può superare, basta avere il giusto spirito d’avventura.

Se pensate che servano SUV costosissimi e attrezzature all’avanguardia per esplorare il mondo, questa storia vi farà ricredere. Ecco cosa ci hanno raccontato Davide e Riccardo sulla loro incredibile impresa.

Chi siete e come nasce questa idea?

Siamo i Pand and Furious, ovvero Davide di Milano e Riccardo di Genova, due grandi amici con due lavori normali, entrambi amanti di viaggi e auto vintage, che hanno unito queste due passioni in un progetto bizzarro.

Desideravamo vivere un’esperienza avventurosa, lontano dai modelli più convenzionali di viaggio, così ci siamo inventati il primo Giro del Mondo su una Fiat Panda.

Abbiamo restaurato una Panda 4×4 del 1989, l’abbiamo imbarcata su una nave per il Sudafrica e da lì abbiamo iniziato la nostra avventura.

Qual è il messaggio principale che vorreste trasmettere con il vostro progetto?

Vogliamo dimostrare che si può affrontare un viaggio epico anche con una macchina modesta e con un budget limitato.

Contano la passione, lo spirito di sacrificio e la voglia di mettersi alla prova più che grandi mezzi.


Crediamo che con determinazione e spirito di adattamento si possano raggiungere obiettivi incredibili e andare molto lontano.

Cosa vi hanno detto amici e parenti appena hanno saputo di questa vostra missione e avventura?

I nostri amici e parenti erano già rassegnati al nostro “partire”, quindi non si sono stupiti troppo quando abbiamo raccontato il progetto.


Un amico, ridendo, ha detto che tra fare un viaggio così su una Panda o morire, preferiva la seconda cosa…
Certo, tutti ci seguono con curiosità ed entusiasmo, sperando che torniamo a casa da ogni tratta!

Perché proprio una Panda del 1989 per il vostro progetto? Cosa rappresenta per voi?

La sfida stava proprio nel fare il giro del mondo con un mezzo modesto da 50 cavalli.

Farlo su un Land Cruiser non sarebbe stata una grande avventura, oltre ad essere oltre le nostre possibilità economiche.

La Panda rappresenta il nostro desiderio di vivere un’esperienza spontanea e imprevedibile.

È un omaggio a una delle auto italiane più iconiche, semplice, economica ma resistente. Abbiamo scelto la versione a carburatore per evitare problemi elettronici, perché quello che non c’è, non si può rompere.

Quali sono stati gli adattamenti o le modifiche principali che avete fatto alla macchina?

Abbiamo cercato di mantenere la Panda originale dal punto di vista meccanico. Il cambio e il motore sono stati rifatti, e abbiamo aggiunto solo:

  • Una ventola aspirante per le alte quote
  • Un filtro aria aggiuntivo per la polvere

Le modifiche estetiche invece includono:

  • Portellone ex Telecom con un cestello su misura
  • Seconda ruota di scorta, pala, casse di alluminio e una tanica
  • Quattro faretti a LED per la guida notturna
  • Sedili più comodi, per il bene dei nostri fondoschiena!

Non volevamo snaturare troppo il Pandino, che per noi è perfetto così.

Come risolvete i problemi alla macchina durante il viaggio?

Riccardo è il meccanico della squadra, ormai smonta e rimonta la Panda a occhi chiusi. Il problema più grande sono i pezzi di ricambio:

  • Nell’ultimo volo avevamo in valigia un albero di trasmissione, un carburatore e un alternatore.
  • Ovviamente si rompe sempre quello che non hai, come il cavetto della frizione in Sudafrica, che abbiamo dovuto giuntare alla bell’e meglio due volte.

Se la situazione si complica, cerchiamo un meccanico locale, come in Mozambico.

Qual è stato il momento più difficile che avete vissuto con la Panda?

In Mozambico, vicino a un Parco Nazionale, ci si è rotto un tripoide del semiasse su una strada sterrata mentre faceva buio.

Lo abbiamo sostituito, ma dopo un chilometro si è rotto di nuovo.
Per arrivare alla città più vicina abbiamo fermato un camion e ci siamo fatti rimorchiare per 200 km su sterrato, a 20 km/h, con guadi da attraversare.

Dopo 18 ore di traino siamo arrivati a Beira, dove, con uno spessore aggiuntivo e un tripoide di una Yaris, siamo ripartiti senza problemi fino a Mombasa, in Kenya.

Avete mai pensato di cambiare veicolo?

Cambiare la Panda? Giammai! La sfida è proprio fare il primo giro del mondo su una Panda.

Potremmo mai cambiare il nome Pand and Furious?!

Qual è stato il luogo più straordinario che avete visitato?

La Namibia! Un posto selvaggio, lunare, desolato, con un deserto che avanza nel mare e una costa piena di relitti di navi.


Guidare lì con il nostro Pandino è stato emozionante, e per un amante dell’avventura è un paradiso da esplorare.

Vi siete mai trovati in una situazione spaventosa?

Sì, in Kenya, quando abbiamo campeggiato nello Tsavo National Park.

  • A mezzanotte un elefante ha barrivato a 50 metri da noi.
  • Subito dopo, un leopardo ha girato intorno alla nostra tenda.
  • Il suo brontolio e i suoi passi a tre metri da noi ci hanno fatti sentire come polpette pronte da servire.
    Siamo rimasti immobili e in silenzio, sperando che se ne andasse. Il giorno dopo i ranger ci hanno detto che se fossimo usciti, ci avrebbe assalito…

Come gestite i costi del progetto?

Risparmiamo tutto l’anno per finanziare il viaggio.
Abbiamo pochi sponsor, quindi autofinanziamo tutto e cerchiamo di contenere i costi con:

  • Alberghi economici e campeggio
  • Dividere le spese in due
  • Ridurre le spese inutili (una scarpa in meno = un carburatore in più!)

Come una persona può supportare il vostro progetto?

Chi vuole aiutarci può:

  • Condividerci su Instagram e Facebook (abbiamo già 17.000 follower!)
  • Acquistare il nostro merchandising
  • Aiutarci con sponsor e contatti utili
  • Sostenere la nostra Associazione benefica “Pand and Furious Chilometri di Bene”

Abbiamo aiutato orfanotrofi in Africa trasportando chili di latte in polvere dal Mozambico al Malawi. Chiunque può donare per sostenere i progetti benefici che portiamo avanti.

Dove siete ora e dove siete diretti?

Siamo in Nepal. Abbiamo raggiunto i 3880 metri con la Panda senza problemi!
A luglio ripartiremo per il Tibet, con l’obiettivo di superare i 5000 metri.

Quali sono i vostri obiettivi futuri?

  • Completare il giro del mondo a tappe
  • Attraversare il Centro Asia e le Americhe, dalla Patagonia all’Alaska
  • Dimostrare che la Panda ci porterà ovunque!

🚗 Stay tuned, Pand and Furious non si ferma!

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