
Una scelta radicale
Nel 2020, in piena pandemia, Nicolò Guarrera, conosciuto online come Pieroad, ha deciso di mollare tutto: lavoro nel marketing a Milano, amici e famiglia.
A 26 anni sentiva che la sua vita non gli restituiva la storia che desiderava raccontare.
Così, dalla casa dei genitori a Malo, in provincia di Vicenza, è partito con un obiettivo tanto semplice quanto immenso: fare il giro del mondo a piedi.
Cinque anni di cammino

Dopo 1.849 giorni di viaggio e circa 40 milioni di passi, Pieroad è rientrato in Italia nell’agosto 2025.
Il bilancio è impressionante: oltre 35mila chilometri percorsi, decine di Paesi attraversati e un bagaglio di esperienze che vanno ben oltre le distanze.
«Siamo nell’era del tutto e subito», racconta, «ma a piedi non puoi saltare le difficoltà: sei costretto ad affrontarle. E spesso scopri che il percorso è più bello della destinazione».
Dal Mediterraneo alle Americhe

La sua avventura è iniziata con una tappa simbolica a Genova, poi la Francia, il Cammino di Santiago e la Via de la Plata fino a Huelva, da dove si è imbarcato per le Canarie.
Da lì ha attraversato l’Atlantico in catamarano, un viaggio tutt’altro che idilliaco: equipaggio instabile, passeggeri spesso ubriachi, un capitano poco lucido. Ma alla fine l’approdo è riuscito.
In Centro e Sud America ha vissuto momenti critici, come al confine tra Perù e Cile, quando la polizia cilena tentò di portargli via tutto.
Ezio, il compagno di viaggio
Il fedele alleato di Nicolò non è stato un cane o un cavallo, ma “Ezio”, il passeggino che ha spinto per cinque anni, carico di cibo, vestiti e pochi oggetti essenziali.
«Molto meglio di uno zaino sulle spalle», scherza lui. Ezio è diventato una sorta di simbolo, l’icona del suo viaggio lento e ostinato.
Australia e la lezione della lentezza
Tra le tappe più dure c’è l’Australia. Per attraversare il deserto ha impiegato sei mesi, affrontando la solitudine e la fatica estrema.
È lì che ha imparato una delle lezioni più profonde del suo cammino: la lentezza non è un ostacolo, ma una forma di conoscenza. Camminare significa vivere davvero ogni tratto di strada, senza possibilità di saltare nulla.
L’Asia e il ritorno in Europa
Dal continente americano Pieroad è volato in Asia, dove ha percorso India, Oman, Iraq e Turchia.
Un mosaico di culture, contrasti e incontri che hanno arricchito il viaggio. In molti casi, a dargli un tetto per la notte o un pasto caldo sono state persone che lo seguivano già sui social e che lo hanno accolto come un amico. Dall’Asia, infine, l’ultimo passo verso l’Europa e il ritorno a casa.
Vita con dieci euro al giorno

Uno degli aspetti più sorprendenti è il budget: circa 10 euro al giorno.
Un esercizio di adattamento e sobrietà che in Europa è stato particolarmente difficile, ma che gli ha permesso di mantenere vivo il sogno.
«Ogni popolo ha qualcosa di unico», ricorda. «Un ragazzo iraniano che ho incontrato, ad esempio, aveva imparato da solo l’inglese solo perché un giorno non era riuscito a rispondere a un turista. Ora vive insegnandolo».
Amore e rinunce
Il viaggio non è stato solo resistenza fisica e avventura. In Cile Nicolò si è innamorato di una biologa, che lo raggiungeva ogni due settimane per condividere con lui pezzi di strada.
Una storia intensa ma destinata a finire: il richiamo del viaggio era più forte, e Pieroad sapeva di dover arrivare fino in fondo.
Un futuro da scrivere
Ora che è tornato in Italia, Nicolò guarda avanti: vuole scrivere un libro sulla sua avventura e trasformare la passione per il viaggio in un lavoro.
Non ha fretta di rientrare nella normalità, perché sa che la sua vita ha preso una direzione diversa. «A 31 anni», dice, «mi resta ancora tanta strada da percorrere. Ma almeno ora ho una storia da raccontare».




