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Mike Horn sopravvissuto agli indigeni che lo volevano uccidere durante la sua spedizione nel 1997

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Mike Horn è un esploratore sudafricano che ha portato a termine diverse imprese ritenute impossibili in precedenza.

Tra queste spedizioni troviamo la La discesa dell’Amazzonia in Hydrospeed nel 97 dove ha percorso 7000 km in 171 giorni (Per chi non lo sapesse, l’Hydrospeed sarebbe una sorta di bob, che torna utile per farsi trascinare dalla corrente) 

Nel 1999 invece ha completato un viaggio intorno all’equatore senza mezzi di trasporto, attraversando oceani e continenti a piedi, in barca, in bicicletta e in kayak fino a raggiungere il punto di partenza 18 mesi dopo.

Nel 2002, ha circumnavigato il globo. È stato un viaggio solitario di due anni e tre mesi senza mezzi motorizzati utilizzando barca, kayak, sci kite e a piedi) per un totale di 20.000 chilometri.

Nel 2006, ha intrapreso un viaggio percorrendo con gli sci 1000 km in 60 giorni, senza cani o trasporto motorizzato, durante la notte artica per raggiungere il Polo Nord.

Potrei andare avanti ma ci sarà modo di parlare delle Spedizioni di Mike nei prossimi video.

Proprio durante la sua spedizione in Amazzonia però accadde qualcosa di totalmente inaspettato e che Mike ha raccontato più volte anche sul suo canale YouTube.

Infatti durante la discesa dell’Amazzonia in Hydrospeed Mike passa nella regione dello Ucayali dove vivono alcune tribù di antichi Incas.

Gli incas sono molto famosi per essere un popolo coraggioso e che protegge la propria terra, oltretutto quella era una zona rossa in cui Mike non sarebbe dovuto passare perché viene utilizzata anche dagli spacciatori per coltivare la cocaina.

Naturalmente Mike non ha comunicato alle autorità peruviane che sarebbe passato da quelle parti perché con molta probabilità gli avrebbero impedito di partire e come dice Mike, a volte È molto più facile chiedere perdono che chiedere il permesso.

Con il suo piccolo hydrospeed ha sempre cercato di stare in mezzo al fiume perché è lì che le correnti sono più forti, e di solito quando il fiume si restringe e l’acqua scorre un po’ meno velocemente, è lì che gli indiani stabiliscono i loro villaggi.

Ci sono stati addirittura momenti in cui è rimasto fino a 10 giorni in acqua, senza mai uscire, perché il fiume in certi punti è così largo che puoi andare avanti e indietro sulla terra ferma tutti i giorni diventerebbe una fatica inutile.

Quindi ho provato a dormire nel fiume con la testa appoggiata sull’hydrospeed. Stava dormendo praticamente nell’acqua quando ad un certo punto, come nei migliori film di avventura, si è svegliato con delle canoe intorno a lui ed era circondato da indigeni, non armati di fucili ma di archi e frecce.

In quel momento ha capito che doveva andare con loro. Indicarono la riva, la sponda del fiume, dove c’erano diverse canoe ed ha iniziato a nuotare con il suo hydrospeed e con le pinne.

Quando arriva sulla riva, gli indigeni prendono l’hydrospeed e il suo zaino.

Lo hanno visto in muta nera, con barba folta e cappello e in effetti ai loro occhi poteva sembrare davvero un diavolo.

C’era un problema però… gli antichi Inca parlano quechua e Mike non capisce il quechua.

Durante l’era della colonizzazione però gli spagnoli che si recarono in Amazzonia per predicare la loro religione agli indigeni lasciavano sempre qualcuno che parlasse spagnolo e che traducesse dal quechua allo spagnolo.

Quindi Mike riuscì a comunicare con loro traducendo dallo spagnolo.

Fu messo in mezzo al loro villaggio, circondato da uomini che avevano le ossa sotto il naso,

stavano seminudi, con la vernice rossa sui loro volti…

Nessuno rideva, tutti erano così tesi e pronti ad ucciderlo.

In quel momento Mike ha capito che la situazione era piuttosto seria e non appena si muoveva i nativi puntavano le frecce alla testa.

Ha parlato con loro, il traduttore ha parlato con Mike e ha detto:

“Sei un diavolo che vive nel fiume, si trasforma in un uomo e viene sulla terra per uccidere i nostri figli”.

Infatti nelle loro tribù molti bambini lasciano le loro case e non fanno più ritorno. I bambini vanno a pescare lungo il fiume, cadono, vengono morsi da un coccodrillo o da un serpente, o presi dai puma… per un bambino poco attento, la vita nella giungla può essere molto breve.

Ma gli indigeni credevano che ogni volta che un bambino scompariva, era a causa di questo diavolo nel fiume.

La prima cosa che venne in mente a Mike è che siccome loro credono che sia un diavolo, allora deve essere un diavolo.

Così ha cambiato i suoi movimenti per sembrare un vero diavolo, facendo movimenti ridicoli e assurdi e ruggendo e ogni volta che Mike si comportava così, loro si spaventavano ogni volta e si allontanavano.

Allora al traduttore ha detto: “se cercano di uccidermi mi trasformerò in due diavoli” “se provano a tagliarmi la testa, all’improvviso ci saranno tre diavoli.”

“Sono comunque immortale, non puoi uccidermi.” Lo ha condiviso con tutti intorno a me,

ci fu un momento di silenzio.

È stato allora che hanno iniziato ad aprire la sua borsa. Hanno trovato il GPS e senza saprelo hanno premuto l’interruttore SOS

In quel momento Mike ha capito che forse ne sarebbe uscito vivo.

Ho detto al traduttore che la gente sarebbe venuta dal cielo, la gente sarebbe venuta in barca.

Venivano a salvargli la vita, se vedevano che i nativi mi avevano fatto del male, le cose sarebbero andate male per loro.

Quando è stato ricevuto quel messaggio di SOS, il piano di salvataggio che Mike aveva stabilito prima della sua partenza è stato messo in atto.

L’esercito peruviano ha inviato tre elicotteri. Ma ci sarebbero volute comunque 2-3 ore.

Nel frattempo, gli indigeni avevano riposto tutta la mia attrezzatura nella borsa e decisero di portarmi dal loro capo supremo, che avrebbe deciso cosa fare con me.

E a quel punto Mike giù si immaginava dentro un grande calderone con i nativi che gli ballano intorno per mangiarlo, perché in effetti non si sa mai se possono essere cannibali…

Questo è quello che gli passa per la testa, mentre era legato attaccato alle loro canoe,

ma nel frattempo si cominciando a sentire gli elicotteri.

Che cominciano a sorvolare le canoe sul fiume, perché leggono la mia posizione grazie a questo GPS che avevo.

All’improvviso, tutti i nativi iniziarono a farsi prendere dal panico.

Tutti remavano il più velocemente possibile nella giungla, saltavano giù dalle loro canoe,

e sono tutti scomparsi velocemente.

Milke si ristrova così tutto solo, come un idiota, legato con un pezzo di liana così.

Riesce a  tagliarla sul lato della canoa mentre gli elicotteri stanno ancora sorvolando.

Il problema è che il GPS rileva la posizione di Mike e la prima cosa che dovevo fare era spegnerlo perché era in una zona rossa illegale, in cui non ero autorizzato e non appena gli elicotteri sarebbero atterrati, sarebbero venuti a cercarmi e avrebbero concluso la spedizione.

Quindi ha disattivato il GPS. Ha preso la mia attrezzatura e ho iniziato a correre dietro ai nativi.

Si è nascosto nella giungla. Gli elicotteri virarono, virarono e quando rimasero senza benzina, hanno deciso di tornare, ed è allora che Mike ha scritto al team di supporto che andava tutto bene

La notte è scesa e Mike riprende la sua spedizione sul fiume di Ucayali. Fu allora che decisi di nuotare solo di notte, in modo che nessuno potesse vedermi almeno fino al momento in cui non sarebbe uscito da questa zona rossa.

Durante il percorso però incontra l’esercito peruviano che lo ha a catturato ma per fortuna appena fuori dalla zona rossa e così Mike ha potuto proseguire la sua epica impresa che si è conclusa con successo.

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Simone Talamo

Simone Talamo

Sono appassionato di viaggi e avventure. Ho deciso di creare Missione Avventura per aiutare le persone ad esplorare i luoghi più remoti e affascinanti del pianeta immersi nella natura selvaggia.
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