Louis Margot è un avventuriero svizzero e un ex canottiere di alto livello.
Da settembre 2023 è impegnato in una delle imprese più dure dell’esplorazione moderna: completare il giro del mondo usando solo la forza del proprio corpo.
Il suo progetto si chiama Human Impulse.
L’idea è semplice da spiegare, ma difficilissima da realizzare: attraversare i continenti in bicicletta e gli oceani a remi, senza motori, senza vele e senza scorciatoie.
L’obiettivo è provare a battere il record di circumnavigazione del mondo in solitaria a propulsione umana, oggi fissato in poco più di cinque anni.
Margot è partito dalla Svizzera il 3 settembre 2023.
Prima ha pedalato fino al Portogallo, poi ha attraversato l’Atlantico a remi fino alla Colombia.
Da lì è tornato in sella alla bici, attraversando il Sud America fino al Perù. A quel punto è iniziata la parte più impressionante del viaggio: la grande traversata oceanica verso l’Indonesia.
Ora, dopo mesi passati in mare, Margot ha completato la parte a remi della sua spedizione.
Il 27 maggio è arrivato a Surabaya, in Indonesia, chiudendo la quarta e ultima sezione oceanica del suo giro del mondo. In totale ha passato 421 giorni da solo in mare, percorrendo 29.339 chilometri a remi.
La rotta non è stata lineare.
Il piano iniziale prevedeva l’arrivo a Singapore, ma il traffico marittimo e le condizioni della zona lo hanno costretto a cambiare destinazione.
Durante il viaggio ha dovuto fermarsi più volte su alcune isole, aspettando finestre meteo favorevoli, riparando l’attrezzatura e preparando la tappa successiva.
Il punto più interessante di questa impresa non è solo la distanza percorsa.
È il tipo di isolamento che richiede.
Remare per mesi in oceano significa vivere in uno spazio minuscolo, dormire poco, gestire il maltempo, la solitudine, la manutenzione della barca e la pressione mentale di sapere che ogni metro dipende solo dalle proprie braccia.
Dopo l’arrivo in Indonesia, Margot ha superato anche un traguardo simbolico: 1.000 giorni dalla partenza dalla Svizzera.
Non è ancora arrivato a casa, ma la parte più estrema del viaggio sembra ormai alle spalle.
Ora ha iniziato l’ultima fase: tornare verso la Svizzera via terra, pedalando attraverso l’Asia e l’Europa.
La sua storia racconta bene una cosa: l’esplorazione moderna non è finita.
È solo cambiata.
Oggi non serve necessariamente scoprire un nuovo continente per vivere un’impresa straordinaria.
A volte basta scegliere di attraversare il mondo nel modo più difficile possibile: lentamente, senza motori, accettando che ogni chilometro sia conquistato con il proprio corpo.
E Louis Margot, dopo 421 giorni da solo in mare, lo ha appena dimostrato.




