Lorenzo Barone ha terminato DUST, una delle spedizioni italiane più ambiziose degli ultimi anni: un viaggio iniziato il 6 novembre 2025 e costruito attorno a un’idea tanto semplice quanto estrema, seguire la rotta della sabbia del Sahara che ogni anno attraversa l’Atlantico e fertilizza l’Amazzonia.

Il primo step lo ha portato nel deserto. In bicicletta, Barone ha attraversato il Sahara in 19 giorni, pedalando tra piste remote, territori isolati e zone ad alto rischio.
Poi è arrivato l’oceano.
Ha affrontato l’Atlantico a remi, in solitaria, per oltre un mese.
Durante questa fase ha dovuto superare il ribaltamento notturno della barca, guasti tecnici, tre settimane di nausea e correnti che hanno rischiato di farlo naufragare a pochi chilometri dall’arrivo.
Il terzo step è stato l’Amazzonia: oltre 4.500 km percorsi tra bici, cammino e canoa.
Qui ha affrontato giungla, fango, paludi, temporali, insetti, animali selvatici, problemi alla bici e persino parassiti sotto la pelle.
L’ultima parte della spedizione lo ha portato sulle Ande, oltre i 4.600 metri, verso il traguardo finale dell’Ojos del Salado, il vulcano più alto del mondo con i suoi 6.893 metri.
Con DUST, Lorenzo Barone ha unito deserto, oceano, foresta e alta montagna in un’unica grande traversata.
Una spedizione dura, visionaria e profondamente fisica, che conferma il suo posto tra gli esploratori italiani più audaci della nostra epoca.




