Per 66,5 milioni di anni sono rimaste impresse nella roccia.
Oggi, quattro enormi impronte trovate nelle Badlands del North Dakota ci permettono di seguire, passo dopo passo, il cammino di quello che potrebbe essere stato un Tyrannosaurus rex adulto.
La scoperta è stata effettuata nel 2025 nella Hell Creek Formation, vicino a Marmarth, una delle formazioni geologiche più importanti al mondo per i fossili della fine del Cretaceo. Lo studio scientifico è stato pubblicato l’8 settembre 2026 sul Journal of Vertebrate Paleontology e la scoperta è stata presentata pubblicamente nei giorni successivi.


La pista si estende per circa 7 metri ed è formata da due impronte del piede sinistro e due del destro. Ogni orma raggiunge quasi un metro di lunghezza, mentre tra due passi dello stesso piede ci sono circa quattro metri.
Dimensioni, forma stretta delle dita e presenza di numerosi fossili di T. rex nella stessa zona hanno portato i ricercatori a identificare il celebre predatore come l’autore più probabile delle tracce.
Impronte isolate attribuite a T. rex adulti erano già state trovate in passato, ma questa è la prima sequenza di passi descritta scientificamente e attribuita a un esemplare adulto. Ed è proprio questo a renderla particolarmente preziosa.
Uno scheletro racconta com’era fatto un animale; una pista di impronte registra invece un momento della sua vita.
Analizzando distanza e disposizione delle orme, i paleontologi hanno stimato che il dinosauro procedesse a circa 4 miglia orarie, poco più di 6 km/h: più o meno il ritmo di una camminata umana sostenuta. Non stava correndo o inseguendo una preda. Stava semplicemente attraversando quel territorio.
Le impronte sono state documentate attraverso scansioni tridimensionali ad alta risoluzione, che permettono agli studiosi di ricostruirle digitalmente e analizzarne forma, profondità e disposizione anche a distanza. Tre delle tracce dovrebbero inoltre essere recuperate dal sito e trasportate in elicottero al Denver Museum of Nature & Science per ulteriori studi.
È una fotografia fossilizzata di pochi secondi avvenuti 66,5 milioni di anni fa: quattro passi attraverso un paesaggio ormai scomparso che, dopo tutto questo tempo, ci permettono ancora di seguire le tracce del re dei dinosauri.
Fonti




