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L’avventuriero Karl Bushby sta per terminare il suo giro del mondo a piedi lungo 27 anni

Karl Bushby giro del mondo

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Karl Bushby giro del mondo

L’avventuriero ed ex paracadutista britannico Karl Bushby, si avvicina alla conclusione del suo incredibile viaggio con l’obiettivo di diventare il primo uomo a completare il giro del mondo esclusivamente a piedi.

Partito il 1° novembre 1998 dalla punta meridionale del Cile, Bushby ha attraversato oltre 47.000 km, percorrendo quattro continenti, 25 paesi, sei deserti e sette catene montuose. Adesso, dopo 26 anni di avventure, entra nell’ultimo anno del suo viaggio.

La sua spedizione, conosciuta come Spedizione Golia, ha richiesto circa 13 anni di cammino effettivo, mentre il tempo restante è stato occupato da problemi burocratici, pandemie, restrizioni sui visti e difficoltà finanziarie.

Due regole fondamentali

Bushby si è dato due regole fondamentali: non usare alcun mezzo di trasporto durante il percorso e non tornare a casa prima della fine del viaggio.

Alcuni ostacoli logistici lo hanno obbligato talvolta a pause lunghe fino a tre anni, trascorse spesso in Messico o altrove, per recuperare energie e risorse. Nonostante ciò, ha sempre ripreso il cammino esattamente dal punto in cui lo aveva interrotto, avanzando soltanto a piedi.

Percorsi pericolosi

Durante il tragitto, Bushby ha attraversato zone particolarmente pericolose come il valico del Darien tra Colombia e Panama, una giungla di 320 km che gli ha richiesto due mesi e una detenzione di 18 giorni a Panama.

Continuando verso nord, nel 2002 è entrato negli Stati Uniti, raggiungendo l’Alaska nel 2005. Nel marzo del 2006 ha attraversato a piedi lo Stretto di Bering insieme all’avventuriero francese Dimitri Kieffer, affrontando 241 km di ghiaccio instabile e in movimento, venendo poi fermato temporaneamente dalle autorità russe per essere entrato fuori dai porti ufficiali.

Problemi burocratici in Russia

In Russia, Bushby ha dovuto confrontarsi con severe restrizioni sui visti, che gli consentivano di rimanere nel paese solo per periodi di 90 giorni.

Nel 2008, perso il supporto finanziario e bloccato dalle difficoltà burocratiche, è stato costretto a fermarsi e ha passato alcuni anni in Messico aspettando nuovi fondi. Nel 2011 ha ripreso il cammino, ma l’anno successivo gli è stato negato il visto russo e nel 2013 ha ricevuto un divieto d’ingresso per cinque anni.

Deciso a non arrendersi, Bushby ha camminato per 4.800 km negli Stati Uniti, da Los Angeles all’ambasciata russa a Washington, per protestare contro il divieto, ottenendo la sua revoca nel 2014.

Tornato in Russia, ha continuato il viaggio attraverso la Mongolia, attraversando il deserto del Gobi in cammello con altri esploratori, tra cui Angela Maxwell, anche lei impegnata in un giro del mondo.

Dopo alcune divergenze, ha proseguito da solo verso la Cina e, nel 2018, ha attraversato Kazakistan, Uzbekistan e Turkmenistan, fermandosi poi per l’impossibilità di ottenere il visto per l’Iran e per lo scoppio della pandemia, che lo ha fatto tornare nuovamente in Messico.

Il piano alternativo: il Mar Caspio

Nel 2022, con la difficoltà di attraversare Iran e Russia, Bushby ha escogitato un piano alternativo insolito: attraversare a nuoto il Mar Caspio con Angela Maxwell.

Dopo due anni di preparazione, nell’ottobre del 2024 hanno affrontato la traversata di 288 km dal Kazakistan all’Azerbaijan, trascorrendo 32 giorni in mare, dei quali 27 effettivamente nuotando con l’assistenza di barche di supporto.

Verso l’Europa

Dopo il Mar Caspio, negli ultimi sei mesi, Bushby ha attraversato l’Azerbaijan e la Turchia, dove ha trovato accoglienza e ospitalità straordinarie.

Ora si trova a pochi giorni da Istanbul, in attesa dell’autorizzazione per attraversare a piedi il Bosforo, un breve tratto di 1,5 km altamente simbolico, che segnerà il suo ingresso in Europa. Da lì, prevede di raggiungere a piedi la Francia, attraversare il tunnel della Manica e fare finalmente ritorno a casa nel Regno Unito.

“Ci vorrà solo un altro anno per rientrare a casa”, afferma Bushby, consapevole che dopo tanto tempo lontano il suo paese potrebbe essere molto diverso: “Me ne sono andato quando Tony Blair era Primo Ministro. Da allora ci sono stati cinque o più cambi di governo. Potrei persino non riconoscere più casa mia al ritorno”.

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