Il relitto leggendario riaffiora dalle profondità

Dopo oltre 300 anni sul fondo del Mar dei Caraibi, un gruppo di ricercatori ha confermato l’identità del misterioso relitto al largo della Colombia: si tratta del San José, il galeone spagnolo affondato nel 1708, noto come “il relitto più ricco del mondo”.
A bordo trasportava un tesoro valutato oggi circa 16 miliardi di dollari, tra oro, argento, smeraldi e perle.
La tragica fine del San José

Il San José fu varato nel 1698 come ammiraglia della flotta del tesoro spagnola. Nel 1708, mentre trasportava ricchezze estratte in Perù e dirette verso la Spagna per finanziare la Guerra di Successione Spagnola, fu intercettato dalla marina britannica nei pressi di Cartagena.
Durante lo scontro, una potente esplosione nella santabarbara fece affondare il vascello, uccidendo quasi 600 membri dell’equipaggio e facendo sparire per secoli uno dei carichi più preziosi mai trasportati via mare.
Una scoperta contesa da decenni
Nel 1981, la società americana Glocca Morra (oggi Sea Search Armada) sostenne di aver individuato il sito del naufragio.
Tuttavia, solo nel 2015, la marina colombiana, in collaborazione con un team di archeologi marini, localizzò con precisione i resti grazie a droni sottomarini. Il relitto giace a 600 metri di profondità, inaccessibile ai subacquei.
Le immagini ottenute da ROV hanno mostrato tra i resti monete d’oro, lingotti e oggetti ornamentali: una prova schiacciante per identificare la nave.
Le monete d’oro confermano l’identità

Un recente studio pubblicato su Antiquity da Daniela Vargas Ariza ha fornito la prova definitiva. Le monete recuperate, chiamate “cobs”, mostrano i marchi della zecca di Lima e sono datate 1707, esattamente l’anno prima dell’affondamento.
Sono decorate con castelli, leoni, croci di Gerusalemme e altri simboli imperiali spagnoli, perfettamente coerenti con la rotta e l’epoca del San José.
“Il galeone San José è l’unica nave nota con queste caratteristiche in quel periodo e lungo quella rotta”, si legge nello studio.
🔗 Leggi lo studio completo su Antiquity
Un tesoro conteso da Stati e popoli

La scoperta ha scatenato una battaglia legale internazionale.
La Colombia rivendica la piena proprietà del relitto in quanto situato nelle sue acque territoriali e rientrante nelle leggi sul patrimonio culturale nazionale. Ma non è l’unica pretendente.
- La Spagna afferma che, essendo una nave spagnola, appartiene allo Stato spagnolo.
- Sea Search Armada sostiene di aver localizzato per prima l’area e chiede un risarcimento.
- Diverse comunità indigene di Perù e Bolivia reclamano parte del tesoro, sostenendo che le ricchezze furono saccheggiate dai conquistadores.
Chi deciderà a chi spetta il tesoro?
La disputa approderà ora davanti alla Corte Permanente di Arbitrato dell’Aia, che sarà chiamata a decidere a chi appartiene ufficialmente il relitto e il suo contenuto.
Il San José non è solo una nave affondata: è un simbolo di un passato violento, coloniale e ancora oggi irrisolto.
La battaglia per il suo tesoro potrebbe ridisegnare il futuro del recupero dei beni sommersi e dei diritti storici delle nazioni.




