Ci sono luoghi che sembrano fatti apposta per chi ama l’esplorazione e la scoperta.
Baalbek, in Libano, è sicuramente uno di questi.
Quando abbiamo iniziato ad approfondirne la storia, la cosa che mi ha colpito di più è stata la scala delle sue costruzioni.
A prima vista Baalbek è una grande santuario Romano ma alla base del Tempio di Giove si trova il celebre Trilithon: tre enormi blocchi di pietra, ciascuno del peso stimato di circa 900 tonnellate, trasportati e posizionati diversi metri sopra il livello del terreno.
E nella cava poco distante la storia diventa ancora più interessante.
Qui sono rimasti blocchi mai utilizzati ancora più grandi, fino ad arrivare a un monolite scoperto dagli archeologi nel 2014 il cui peso è stato stimato in circa 1.600 tonnellate.
Numeri del genere inevitabilmente fanno nascere delle domande.
Chi li ha realizzati? Come pensavano di spostarli? E quanto sappiamo davvero sulle tecniche utilizzate a Baalbek?
È da qui che è partita la nostra nuova indagine.
Abbiamo cercato di ricostruire ciò che sappiamo attraverso studi archeologici, fonti storiche e ricostruzioni delle tecniche dell’epoca, ma mi sono spinto anche verso interpretazioni alternative e ipotesi più controverse, cercando di capire quali elementi le sostengano e dove, invece, inizino le supposizioni.
Senza partire da una risposta già decisa.
Perché crediamo che anche questo faccia parte dell’esplorazione.
Non significa soltanto raggiungere luoghi lontani.
Significa anche fare domande, cercare tracce, confrontare fonti e provare a capire cosa si nasconde dietro ciò che abbiamo davanti.
È questo lo spirito con cui nasce questa nuova serie in cui viaggeremo in tutto il mondo alla ricerca di luoghi, storie e scoperte che mettono alla prova ciò che crediamo di sapere.
Tra documenti, testimonianze e viaggi sul campo, cerchiamo di capire cosa sappiamo davvero e cosa resta ancora da scoprire.
E Baalbek era probabilmente uno dei posti migliori da cui cominciare.
Guarda qui l’indagine completa su Baalbek:




