Per decenni, gli storici hanno cercato il testo originale del famoso annuncio pubblicitario attribuito a Ernest Shackleton, ma ora molti credono che potrebbe essere solo un mito.
Una ricerca lunga decenni
Shackleton, noto esploratore britannico-irlandese, intraprese tre spedizioni in Antartide e morì mentre tentava la quarta. La sua impresa più celebre, la spedizione del 1914 a bordo della nave Endurance, mirava a realizzare la prima traversata terrestre del continente antartico. Tuttavia, il viaggio si trasformò in un disastro quando l’Endurance rimase intrappolata nel ghiaccio e successivamente affondò nel Mare di Weddell.
Nonostante le avversità, Shackleton riuscì a salvare se stesso e tutti i 27 membri del suo equipaggio, un’impresa che è diventata leggendaria.
Questa incredibile storia di sopravvivenza è stata raccontata in numerosi libri, documentari e programmi televisivi, spesso accompagnata dal riferimento a un presunto annuncio pubblicato da Shackleton su un giornale di Londra per reclutare uomini per la spedizione.
L’annuncio, secondo la tradizione, recitava:
“Cercasi uomini per un viaggio rischioso. Salari bassi, freddo pungente, lunghe ore di completa oscurità. Ritorno sicuro incerto. Onore e riconoscimento in caso di successo”

Secondo la leggenda, più di 5.000 uomini e persino “tre ragazze sportive” risposero all’appello. Questo messaggio, diretto e spietato, è spesso citato come una delle pubblicità più efficaci della storia.
Ma è davvero esistito?
Nessuna traccia dell’annuncio
Dal 2000, storici e appassionati hanno cercato invano una copia originale dell’annuncio, esaminando archivi di giornali, rotoli di microfilm e testi storici. Sul sito Antarctic Circle, una risorsa dedicata agli aspetti storici e culturali dell’Antartide, sono documentati i tentativi di rintracciare la fonte del celebre messaggio.
Nei primi anni 2000, il sito offrì una ricompensa di 100 dollari a chiunque fosse in grado di trovare l’annuncio originale con la data e il nome del giornale in cui era stato pubblicato.
Nel 2016, Bob Headland, curatore dello Scott Polar Research Institute dell’Università di Cambridge, aggiunse una cassa di Madeira alla ricompensa. Tuttavia, nessuno è mai riuscito a riscuotere il premio.
Uno dei primi riferimenti noti all’annuncio appare nel libro The 100 Greatest Advertisements di Julian Lewis Watkins, pubblicato nel 1949. Tuttavia, Watkins non fornì alcuna indicazione sulla fonte del testo, limitandosi a dire che era apparso su giornali londinesi nel 1900.
Questo dettaglio non quadra con la cronologia della vita di Shackleton: nel 1900, infatti, l’esploratore si stava preparando a unirsi alla spedizione del 1901 guidata da Robert Falcon Scott, e non stava ancora organizzando missioni proprie.
Nel dicembre 1913, Shackleton scrisse una lettera al Times di Londra per annunciare la sua Spedizione Imperiale Transantartica, ma non c’è alcuna prova che abbia pubblicato un annuncio di reclutamento.
Inoltre, il South Georgia Heritage Trust sottolinea che la sua impresa ricevette così tanta attenzione mediatica che non avrebbe avuto bisogno di pubblicità per trovare membri dell’equipaggio.
Un mito che resiste nel tempo
Che l’annuncio sia esistito o meno, la storia dell’Endurance e del coraggio di Shackleton continuano ad affascinare il mondo.
Più di un secolo dopo l’affondamento della nave, un team di ricercatori ha localizzato il relitto nel marzo 2022, rilasciando un modello digitale 3D della nave, sorprendentemente ben conservata.
Nel frattempo, National Geographic ha pubblicato nell’ottobre 2024 un nuovo documentario che racconta sia la spedizione originale che la recente scoperta del relitto.
Elizabeth Chai Vasarhelyi, co-regista del documentario, ha dichiarato all’Hollywood Reporter:
“È la più grande storia di sopravvivenza mai raccontata. Un perfetto esempio di audacia, sogni ambiziosi e della determinazione necessaria per realizzarli.”
Indipendentemente dalla veridicità dell’annuncio, l’eredità di Shackleton come simbolo di leadership e resilienza rimane più viva che mai.




