Un team internazionale di scienziati ha perforato il ghiaccio dell’Antartide fino a una profondità di 2,7 chilometri, recuperando un campione che risale ad almeno 1,2 milioni di anni fa.
Questo campione rappresenta il più lungo registro continuo della storia climatica del pianeta estratto da una carota di ghiaccio.
Il progetto, che ha richiesto quattro estati di lavoro in condizioni estreme con temperature medie di -32°C, si è svolto presso Little Dome C, vicino alla stazione di ricerca Concordia.
La squadra di 16 scienziati e tecnici ha finalmente raggiunto il substrato roccioso, estraendo la carota in sezioni, che saranno poi trasportate in Europa a bordo della nave rompighiaccio Laura Bassi. Durante il viaggio, i campioni saranno conservati a -50°C in appositi container refrigerati.
Ecco un video che illustra il lavoro degli scienziati:
Un viaggio nel tempo grazie al ghiaccio
Le sezioni estratte, una volta ricomposte, raggiungeranno una lunghezza totale di 2,7 chilometri, equivalente all’altezza di otto Torri Eiffel impilate. Questo progetto, denominato Beyond EPICA – Oldest Ice, è stato finanziato dalla Commissione Europea per superare i risultati precedenti ottenuti con il progetto EPICA, che aveva recuperato ghiaccio risalente a 800.000 anni fa.
Sebbene il più antico ghiaccio antartico mai estratto, datato 2,7 milioni di anni, sia stato recuperato nel 2017, quel campione proveniva da strati superficiali grazie a processi naturali che hanno spinto in alto il ghiaccio blu più vecchio.
La nuova carota, invece, offre una registrazione continua e ininterrotta del clima terrestre nel tempo.
Ghiaccio: una finestra sul passato climatico
Le carote di ghiaccio sono fondamentali per studiare i cambiamenti climatici nel corso dei millenni. Quando la neve cade nelle regioni polari, cattura particelle e sostanze chimiche presenti nell’atmosfera. Questa neve si comprime nel tempo, formando strati di ghiaccio simili agli anelli di crescita degli alberi. Intrappolati nei vari strati si trovano bolle d’aria e tracce di eventi passati, come eruzioni vulcaniche o variazioni nella composizione chimica dell’atmosfera.

Carlo Barbante, glaciologo e direttore dell’Istituto di Scienze Polari del Consiglio Nazionale delle Ricerche italiano, spiega alla BBC che “all’interno del ghiaccio si possono osservare piccole bolle d’aria, l’aria respirata dai nostri antenati un milione di anni fa”.
Un aiuto per comprendere il futuro climatico
Grazie alla nuova carota di ghiaccio, gli scienziati sperano di analizzare l’evoluzione dei gas serra nel corso dei millenni. Comprendere la storia climatica del pianeta aiuterà a prevedere con maggiore precisione le future tendenze climatiche.
Dallo studio della carota di 800.000 anni, ad esempio, è emerso che le concentrazioni di gas serra non sono mai state elevate quanto nell’era moderna. “Oggi vediamo livelli di anidride carbonica superiori del 50% rispetto ai massimi registrati negli ultimi 800.000 anni”, ha dichiarato Barbante all’Associated Press.
Questo straordinario progetto offre un’opportunità unica per esplorare il passato del nostro pianeta e per costruire un futuro più consapevole.




