Come creare il Rifugio di Emergenza con Poncho e Metallina di Mike Horn

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Simone Talamo
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Indice articolo

Se avessi solo con te un Poncho, una metallina e qualche metro di cordino, riusciresti a crearti un riparo?

Se hai partecipato ad uno dei nostri corsi probabilmente la risposta sarà un secco “Sì!”.

Ma non tutti hanno partecipato ai nostri corsi non è vero?

Quindi oggi ti spiego come puoi creare un riparo di emergenza utilizzando solo un Poncho, una Metallina e qualche metro di cordino e te lo mostro con il supporto del grandissimo Avventuriero ed Esploratore professionista sudafricano Mike Horn che utilizzava questo riparo quando faceva parte delle forza speciali sudafricane.

Sei pronto/a? Iniziamo!

Fase 1. Trovare il posto per montare il campo

La prima cosa da fare è scegliere il posto dove poter creare questo tipo di riparo.

Abbiamo bisogno di:

  • Due alberi
  • La distanza deve essere di poco superiore alla lunghezza delle nostre braccia aperte (all’incirca 2,5/3 metri di distanza)
  • La circonferenza degli alberi deve essere grande all’incirca come quella di un braccio per poterci legare comodamente altri tronchi

In questa foto Mike ci mostra all’incirca la distanza che gli alberi devono avere tra di loro:

Fase 2. Pulire il terreno dell’accampamento

Ora che abbiamo trovato i tonchi alla giusta distanza e con il giusto diametro per costruire il nostro riparo, è ora di ripulire e appiattire il terreno.

In questa fase bisogna togliere tutte le piante ingombranti che trovi, tronchi, sassi e dovrai fare attenzione a non dormire sopra un nido di formiche (è capitato anche durante i nostri corsi e non è piacevole).

Inoltre la pulizia del campo è fondamentale per evitare che il fuoco esca dai confini che hai creato e arrivi a tronchi o foglie secche nei dintorni.

Fase 3. Trovare un tronco portante

Iniziamo a costruire la struttura cercando un tronco robusto che sia lungo tanto da arrivare da un tronco all’altro per poter essere legato.

Questo sarà il tronco del tuo riparo quindi fai molta attenzione che sia sano e non marcio.

Noi siamo assolutamente contrari al taglio di tronchi vivi per rispettare la natura e utilizzare solo materiale secco già presente a terra. Tuttavia in una reale situazione di emergenza, se troviamo solo tronchi marci, può tornare utile tagliare un tronco verde che ci garantisce la robustezza adeguata.

Scegliere il tronco sbagliato può diventare davvero molto pericoloso. Se durante la notte dovesse spezzarsi noi ci troveremo sotto di lui sdraiati a riposare.

Fase 4. Legare il tronco portanti agli alberi

A questo punto dobbiamo legare il tronco creando prima un’asola co il nostro cordino.

Ora Dobbiamo girarlo intorno al tronco portante e all’albero per unirli tra loro.

Termineremo infilando la parte finale del cordino all’interno della legatura e utilizzeremo un nodo semplice per chiudere il tutto.

Ecco la parte del video dove Mike Horn mostra la legatura completa:

Fase 5. Copertura di Sopravvivenza con Metallina

Adesso dobbiamo creare la copertura del nostro riparo con la metallina.

Abbiamo parlato spesso dell’importanza di una Metallina come equipaggiamento di emergenza da portare sempre nello zaino durante le nostre avventure.

Su Amazon ne trovare diverse ma tra le varie che abbiamo testato ci siamo trovati divinamente con questa della Bramble da 10 pezzi.

Per legare la metallina alla nostra struttura e metterla in tensione con il cordino dobbiamo ricorrere ad un piccolo trucco.

Come saprai la Metallina non ha asole in cui infilare un cordino come se fosse un Tarp.

Per creare un appiglio con cui legare il cordino alla metallina, ci basterà raccogliere un ciuffo d’erba e formare una pallina da appoggiare e coprire con la metallina e da strozzare con un nodo scorsoio.

Ovviamente dovremmo mettere in tensione la nostra coperta isotermica ma senza tirare eccessivamente altrimenti rischieremo di romperla.

Per tirarla verso il terreno dovremmo anche creare dei picchetti e per farli correttamente ecco il video estratto dal nostro videocorso online:

Mike ci mostra in questo spezzone di video la giusta tecnica:

Fase 6. Completare la struttura

Adesso Mike completa la struttura aggiungendo sopra al palo portante, altri due tronchi abbastanza lunghi tanto da uscire fuori per circa mezzo metro o poco più.

Dopo aver aggiunto questi due pali, ne aggiunge un terzo frontalmente e perpendicolari a questi due in questo modo:

Come ci mostra Mike, questo terzo palo servirà per creare una via di fuga per il fumo del fuoco che faremo subito sotto:

Ecco lo spezzo del video dove mostra l’intera struttura:

Fase 7. Il Telo

Per completare la struttura Mike lega anche il suo Poncho che contiene delle asole o eventualmente un Tarp più piccolino per creare l’altra metà della parete e avere un rifugio per coperto e spazioso.

Fase 8. L’interno del rifugio

Mike ora crea la sua area dove dormirà e la riempie di rami di pino che non creano condensa.

In alternativa utilizzate materiale secco e non verde altrimenti create umidità aggiuntiva e vi farà sentire molto freddo.

O materiale secco o rami di alberi sempreverdi.

Fase 9. Accensione del fuoco

Finalmente possiamo occuparci di accendere un fuoco che ci scaldi.

Mike nel video utilizza alcuni trucioli di legno e qualche fibra estratta dal suo calzino come esca per accendere il fuoco con l’acciarino.

Se non sai cos’è un acciarino e vorresti imparare ad usarlo ti consiglio di guardare il video preso dal mio Canale YouTube personale:

Piuttosto se vuoi seguirmi puoi farlo Cliccando Qui condivido avventure e consigli vari 😉

Grazie alla struttura creata e allo spazio che c’è tra la Metallina e il Poncho/Tarp, possiamo accendere un fuoco all’interno del nostro riparo senza intossicarci con il fumo.

In questa foto puoi notare lo spazio tra i due teli e da dove uscirà il fumo:

Per concludere ti lascio lo spezzone del video di Mike Horn dove mostra tutto il processo di accensione del fuoco:

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Ti auguro buone avventure.

Un abbraccio,
Simone

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Simone Talamo

Simone Talamo

Sono appassionato di viaggi e avventure. Ho deciso di creare Missione Avventura per aiutare le persone ad esplorare i luoghi più remoti e affascinanti del pianeta immersi nella natura selvaggia.
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